sabato 28 luglio 2018

I vini di Rocca Celliere a Borghi d'Europa



I giornalisti e i comunicatori della rete internazionale Borghi d’Europa,in occasione
dell’Anno Europeo del Patrimonio Culturale, hanno individuato ben 16 tappe a
Conegliano e dintorni.
Alla ricerca degli inediti del buon e bello vivere, i vagabondi del gusto sono arrivati
così a San Vendemiano, a Rocca Celliere.
Sorseggiando un ottimo vino col fondo, Adriano e ,Gianpaolo
e Francesca ci raccontano la storia familiare nell’arte enoica.
“La nostra cantina è nata nel 1960 con l’idea di produrre vini che rimanessero il più vicino
possibile alla tradizione, ma che al tempo stesso fossero lo specchio della creatività della
nostra famiglia. Così facendo i vini da noi prodotti, non sono solo figli della tecnica, ma
delle vere e proprie rappresentazioni della nostra anima. Noi siamo unici, così lo sono
anche i nostri vini.
Riuscire a trovare in ogni bicchiere ciò che il terreno dona al grappolo, è diventato un
obiettivo e una ricerca costante. Il moderato uso della tecnologia durante tutto il ciclo
produttivo, ci permette di mantenere inalterate le caratteristiche dell’uva e di offrire non
soltanto un ottimo calice, ma anche un piccolo sorso del territorio sul quale la vite sorge.
Per questo abbiamo scelto di produrre vini tranquilli senza affinamenti artificiali,
frizzanti e spumanti a fermentazione naturale in bottiglia.”


Ma ritorniamo all’inizio del nostro viaggio del gusto.
“Rocca” dal piccolo castello che da sempre accompagna il logo della nostra azienda
e “Celliere”, derivato dal latino cellarium (luogo in cui si conservano i vini), formano
il nome della attività.Dai tempi del fondatore Giacomo Salvador e per le tre generazioni
in cui la famiglia ha vissuto nel mondo del vino, qui si è sempre coltivata la convinzione
che il vino deve essere emozione, un piacevole ricordo di una famiglia, le sensazioni
di un territorio, i suoi gusti, i suoi profumi e le sue vedute.

Dalla sua fondazione fino agli anni ottanta, la grande crescita economica italiana
impose al mercato del vino la necessità di grandi produzioni, spinte dalla maggiore
capacità di spesa delle famiglie poiché il vino era considerato un alimento che
necessariamente doveva essere presente a tavola, ma dagli anni novanta in poi
comincia a prevalere una visione più edonistica.

Questo ha permesso ad Adriano Pillon (genero di Giacomo) prima, ed ai nipoti
Francesca e Gianpaolo poi, di cominciare a sperimentare le prime gamme di vini di
qualità, ricerca che tutt’ora continua e che è sfociata i vini di grandissimo pregio come
il Pazienta, l’Hilaris, il P. Franciscus e il S. Jacobus. Questi vini sono frutto di una

lunga, lenta e costante ricerca che non ha come protagonista un laboratorio ma una
famiglia che cerca di comunicare con i profumi, ballare con i sapori ed emozionare
con i colori dei propri vini.

La sala degustazione è stata ricavata dai vecchi serbatoi in cemento, costruiti in loco,
più simili a grotte che a vasche, vere opere d’arte che rendono la degustazione ancora
più piacevole.
Questa sala è stata formata unendo una cisterna da 540 e una da 250 ettolitri, che un tempo venivano usate per lo stoccaggio dei vini.
Ed è proprio in questi ambienti accoglienti e unici,raccolti, che sviluppiamo l’intervista,
impegnati ad esprimere le emozioni di un approccio inusitato.
Nel lungo percorso di vita di cronisti del gusto, raramente incontriamo situazioni e persone
che hanno la magia di emozionarti. Qui, a Rocca Celliere, è semplicemente successo.
Quell’impegno di scoprire gli inediti del buon e bello vivere a Conegliano e dintorni
ci sembra davvero raggiunto.
Come siamo lontani dalle banalità dei redazionali a pagamento, con gli stessi discorsi
triti e ritriti!
Al prossimo appuntamento…...
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sabato 16 giugno 2018

Le proprietà benefiche della trota


 

https://dilei.it/benessere/le-proprieta-benefiche-della-trota/463995/
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 La trota iridea garantisce numerose virtù per la salute dell’organismo. Si tratta precisamente di un alimento ricco di proteine, potassio e ferro. La varietà di ricette rende questo alimento uno dei cibi più gustosi a tavola, grazie ai suoi benefici e valori nutrizionali. La trota è un pesce d’acqua dolce appartenente alla specie dei salmonidi. Il suo aspetto ricorda molto il salmone, ma a differenza di quest’ultimo, la bocca della trota è leggermente più grande. Le pinne invece sono più corte e la dimensione del corpo è più piccola. Si trova in Europa, ma anche in Africa, in America Settentrionale e nelle zone nordiche dell’Asia. Non si tratta di un pesce indolente, infatti questa specie ha l’abitudine di spostarsi costantemente da una zona all’altra senza alcun tipo di problema. In realtà, non tutte le trote sono uguali. Quest’ultime, infatti, possono presentarsi con una fisionomia differente in base al loro sviluppo. Occorre quindi imparare a riconoscerle attraverso delle semplici caratteristiche. Precisamente, durante la giovane età il corpo della trota iridea si presenta snello ed allungato, mentre una volta che raggiunge l’età adulta, la fisionomia cambia diventando più massiccia e robusta. Questi pesci sono particolarmente noti per essere dei perfetti predatori, costantemente affamati.

Generalmente, la trota iridea si ciba di insetti, rane, vermi, ma all’interno della sua dieta vi possono essere anche altri pesci. Le trote di allevamento invece hanno un’alimentazione leggermente differente, poiché tendono a cibarsi di qualsiasi cosa commestibile che si trova all’interno dell’acqua e di mangime. Quest’ultimo è composto da farine animali. In particolare, è a base di crostacei. Quali sono dunque le proprietà nutritive della trota iridea? Le virtù di questo pesce sono tantissime. Ebbene sì, questa specie cela numerosi vantaggi e benefici per l’organismo più di quanto si possa immaginare. La trota iridea è un alimento ricco di proteine, le quali hanno un importante valore biologico. Non solo, il suo consumo assicura un’elevata quantità di ferro e potassio. Pertanto, questo alimento è particolarmente indicato per le diete ipocaloriche. Le virtù di questo pesce possono anche rivelarsi il rimedio ideale per contrastare gli stati di ipertensione.

In dettaglio, la trota è fra gli alimenti ricchi di vitamina D, ma vi sono anche la vitamina B1 e la vitamina PP. Non sono da sottovalutare i benefici della trota salmonata, grazie alle sue spiccate proprietà antiossidanti. Al contrario dell’altra specie, il colore della carne di questo pesce si presenta più rosa. Questa caratteristica è dovuta alla quantità di carotenoidi che vengono assorbiti dal mangime che viene fornito in allevamento. Dato che la trota iridea è consigliata per un regime alimentare ipocalorico, non resta che approfondire in dettaglio le calorie che vengono assunte dal consumo di questo pesce. Precisamente 100 grammi di trota equivalgono a circa 148 calorie. Gran parte delle sostanze che vengono assunte corrispondono ad acqua e ed è completamente priva di carboidrati. Nonostante le caratteristiche specifiche, distinguere le trote non è così facile come può sembrare. Vi sono però delle razze più comuni che si possono trovare in Italia. Prima fra tutte è la trota fario. Quest’ultima è fra gli alimenti più apprezzati, è diffusa nelle zone alpine all’interno di laghi, torrenti e fiumi.
Questo prezioso pesce non solo è noto per il suo sapore delizioso, ma assicura anche delle importanti proprietà. La trota sarda invece rispecchia le stesse caratteristiche, ma è maggiormente diffusa nelle zone del Centro Sud. Poi vi è anche la trota marmorata, detta anche “marrone” e la “trota del lago”, definita anche “carpione”. La trota iridea invece, viene chiamata anche “trota arcobaleno” ed è una specie americana molto riconosciuta in Italia nell’ambito della pesca sportiva. Questa specie si adatta facilmente agli ambienti. Riesce infatti a vivere tranquillamente in qualsiasi luogo. Un fattore molto importante però è l’ossigeno, poiché dev’essere più che sufficiente per il benessere di questo tipo di pesce. Nonostante ciò, la trota iridea si sta diffondendo rapidamente anche all’interno degli ambienti naturali. Essendo uno dei pesci più utilizzati negli allevamenti, il costo non è elevato. A renderlo un pesce particolarmente pregiato è una caratteristica ben precisa, ovvero la trota si trova esclusivamente all’interno di acque pulite e questo è un vero e proprio vantaggio per la salute del consumatore. Tuttavia, per eliminare completamente la presenza di eventuali batteri si consiglia di cuocerla accuratamente, evitando di consumarla cruda. Sono tantissime le ricette sulla trota iridea. La varietà più comune per gustare un piatto veloce e prelibato prevede di lessare il pesce ed unire del prezzemolo, limone e pepe. Per dare un tocco di sapore in più si può anche optare per la maionese.
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Iniziativa di informazione della rete internazionale BORGHI D'EUROPA
Grazie a ….. :
TROTA OASI SILE di Emanuele Durigon (Santa Cristina di Quinto di Treviso)
Osteria AE RODE ( Paese-Tv)

ITTICOLTURA TONINI (Saletto di Piave)

Ristorante COLOMBO Cafè (San Bartolomeo di Breda di Piave)
Milanese srl, Costruzioni Meccaniche per l’Acquacultura (Bertiolo del Friuli)

sabato 31 marzo 2018

La Macelleria Salumificio Mio di Pravisdomini a Borghi d'Europa

La Macelleria di 'Billy' Mio di Pravisdomini propone i suoi salumi artigianali nel corso di uno stage
televisivo presso il Cafè Roma.
Fra i prodotti di casa Mio è impossibile non ricordare il limgual, che è un impasto per cotechino che viene insaccato in un grande budello con al centro la lingua intera del maiale e insaporito da molte spezie che lo rendono particolarmente appettitoso.
Normalmente veniva consumato nel giorno della "Sensa" ('Assunzione), durante il pranzo domenicale che seguiva la tradizionale processione attraverso le vie del paese addobbate di frasche.
Il segreto del "Lengal" sta nella cottura, a fuoco molto lento, con l'aggiunta di erbe e fagioli che donano il profumo dei cibi contadini.


Macelleria e Salumificio Mio nascono alla fine del 1800 per opera di Mio Sante un commerciante di bestiame con Ettore, Giambattista poi Billy ( Angelo ). Trasformandosi prima in macello e poi in attività di produzione di insaccati artigianali giunge sino ai giorni nostri ricco di un bagaglio invidiabile di esperienze nel settore delle carni e dei salumi grazie alle quali il Salumificio Mio è oggi stimato e apprezzato per la produzione di salumi e carni di suino , bovino , equino , anatra e oca di qualità e provenienza esclusivamente italiana. 

venerdì 30 marzo 2018

La pizza napoletana 'raccontata' al Cafè Roma di Pravisdomini

I giornalisti e i comunicatori di Borghi d'Europa organizzano al Cafè Roma di Pravisdomini uno
stage di informazione sul tema della pizza.
Ospite d'onore Bruno Sganga, giornalista enogastronomo partenopeo, già coordinatore delle iniziative
editoriali di Luigi Veronelli, per raccontare la storia del marchio STG concesso alla pizza napoletana.
Dal 5 febbraio 2010 è ufficialmente riconosciuta infatti come Specialità tradizionale garantita della Unione europea e nel 2017 l'Arte dei Pizzaiuoli napoletani, di cui la pizza napoletana è prodotto tangibile, è dichiarata dall'UNESCO come Patrimonio immateriale dell'umanità.
Una occasione unica per abbinare la pizza ai prodotti del territorio, come i salumi artigianali della
Macelleria Mio di Pravisdomini ( fra gli altri il lingual), i vini proposti da Vitineris ( i vini selezionati
da Giacomini), le birre di Malti & Luppoli.
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Borghi d'Europa nelle Terre del Friuli : Cafè Roma a Pravisdomini

Cafè Roma, giusto nella piazza principale di Pravisdomini, è ritornato a nuova vita.
Lo diciamo non per vezzo ‘pubblicitario’, ma per una sorta di ammirazione spontanea
che va a Loraine, al cui coraggio va reso merito.
Ma andiamo con ordine.
Cafè Roma ha scelto di proporre la pizza e una cucina fatta di pochi piatti, di sicuro pregio.
Così vi consigliamo di degustare le tagliate e i primi piatti,interpretati con prodotti eccellenti.
La prima visita a tavola ci ha convinto : meglio fare scelte precise, che proporre menù
chilometrici di incerto avvenire.
Una buona scelta di vini del territorio (sia veneto che friulano) , accompagna la storia
del Cafè, non tradendo le aspettative.
La parte della ristorazione offre dunque una cucina italiana mediterranea, perciò pochi piatti riferenti alla tradizione locale del posto. Mentre il bar vi offre super colazioni e divertentissimi aperitivi sempre accompagnati da appetitosi stuzzichini. Tutto l’insieme è un ambiente accogliente, sulla base della semplicità, ma frizzante con proposte entusiasmanti!

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Borghi d'Europa nelle Terre del Friuli : le Terre fra Sile e Meduna



Il percorso d’informazione che riguarda le Terre fra Sile e Meduna è un viaggio alla scoperta
del patrimonio paesaggistico, culturale ed enogastronomico.
Il fiume Sile (Sîl in friulano) è un corso d'acqua della provincia di Pordenone.
Nasce in comune di Casarsa della Delizia, nei pressi della località Villa Sile e poco più a sud della ferrovia Venezia-Udine. Il fiume acquisisce ben presto una notevole portata poiché la zona è ricchissima di risorse idriche (risorgive e fossi emuntori).
Scorre, con una certa sinuosità, in direzione sudovest. Entrato in comune di Fiume Veneto, dopo aver superato la strada Bannia-San Vito al Tagliamento si inserisce in una sorta di ampia vallata delimitata da costoni sopraelevati di alcuni metri rispetto al fondo della depressione.
Dopo Praturlone, passa nel territorio di Azzano Decimo transitando a sudest del capoluogo comunale. In località Colle si divide in due rami che si riuniscono poco oltre la località Zuiano.
Segna poi il confine con Chions e Pravisdomini, sfiorando Fagnigola, Panigai e Barco. Da Panigai il suo letto è stato reso più regolare grazie a tagli e rettifiche realizzate negli anni '30.
Il tratto finale del fiume divide Azzanello di Pasiano di Pordenone da Mure di Meduna di Livenza, e quindi il Friuli-Venezia Giulia dal Veneto. Unendosi al Fiume di fronte a Brische, dà origine al canale Postumia-Malgher.

Il fiume Meduna
Il Meduna (Midune in friulano standard, Miduna in friulano occidentale[1]) è un fiume del Friuli-Venezia Giulia, principale affluente del fiume Livenza, nel quale confluisce nella bassa pianura pordenonese presso Ghirano di Prata di Pordenone in località "Ponti di Tremeacque", dopo aver ricevuto le acque dei fiumi Cellina[2] e Noncello.
Il fiume ha origine nella catena principale delle Dolomiti friulane. Un ramo nasce dal Monte Burlatòn (2121 m) e scorre per circa 8 km col nome di Canal grande di Meduna; nei pressi dell'ex borgo di Selis confluisce il Canal piccolo di Meduna, a sua volta formato dai torrenti Pisciul del Cerâr che scende dalle pendici nord-est del Monte Dosaip (2062 m), e Rug del Vuar, che scende dalla parete sud-est del Monte Caserine Alte (2306 m). Prosegue verso est fino allo sbarramento artificiale della diga del Ciùl e mantenendo la stessa direzione, la Val Meduna, finora incassata nelle montagne, si apre nella piana di Tramonti di Sopra, nella quale sbocca anche il torrente Viellia, affluente di sinistra del Meduna.
Poco oltre il Meduna devia a sud e riceve, sempre sulla sinistra, le acque dei torrenti Chiarchia, Tarcenò e Chiarzò; prosegue verso sud fino alla chiusa di ponte Racli, dove è presente una diga che ha dato origine al Lago dei Tramonti e nel quale, in sponda destra presso Chievolis, confluisce il torrente Silisia (a sua volta sbarrato, originando il Lago di Cà Selva). Da ponte Racli il Meduna prosegue verso sud, riceve sulla destra le acque del torrente Muiè e sbocca in pianura a valle di Meduno, in località Monteli.

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