Sull’attuale territorio dell’Appennino bolognese, nel comune di Marzabotto (provincia di Bologna), sorgeva Kainua (a volte chiamata Misa), una delle più significative città dell’Etruria padana. Fondata tra la fine del VI e l’inizio del V secolo a.C., era un centro urbano ben pianificato con strade regolari, quartieri, templi e servizi pubblici, in grado di competere per importanza con altre città etrusche come Spina e Felsina (l’antica Bologna). Oggi, Marzabotto è un centro economicamente importante, sia per l’attività agricola, che per le produzioni industriali ed è molto conosciuto per le sue vestigia archeologiche ben conservate ed esposte nel Museo nazionale etrusco “Pompeo Aria” che presenta reperti e ricostruzioni della vita quotidiana degli antichi occupanti della città.
Resti di Kainua
La società etrusca era ricca di rituali conviviali, e il banchetto rappresentava una delle espressioni più vive della loro cultura sociale e religiosa. Questi simposi non avevano solo la funzione di nutrire i partecipanti, ma erano momenti in cui arte, musica, poesia e discussione si intrecciavano attorno al vino, spesso servito annacquato e accompagnato da canti o spettacoli. Gli Etruschi considerarono il vino non solo come una bevanda, ma come un elemento di coesione sociale e religiosa: il consumo era ritualizzato, con coppe specifiche e offerte agli Dei prima e durante il banchetto, (che tra l’altro rappresentava anche l’occasione per mostrare ricchezza e prestigio attraverso ceramiche pregiate e un servizio curato!).
Certamente gli Etruschi furono tra i più importanti viticoltori dell’Italia antica. Sebbene le specifiche varietà di uve coltivate nell’area padana non siano sempre perfettamente documentate, sappiamo che la viticoltura era parte integrante dell’economia e della cultura agricola delle città etrusche, favorita da un clima temperato e dal terreno fertile.
La viticoltura contemporanea: vini e produttori nei Colli
Bolognesi
Oggi in questo territorio si produce il vino sotto la denominazione Colli Bolognesi DOC, che include una varietà di vini bianchi e rossi, che spaziano dal bianco frizzante o fermo al rosso strutturato, con vitigni come Barbera, Merlot, Cabernet Sauvignon, Pinot Bianco e Pignoletto. In particolare il Pignoletto, coltivato sui colli attorno a Marzabotto e Bologna, rappresenta il vitigno più conosciuto dell’area, con versioni sia frizzanti che classiche, dai profumi delicati e dalla freschezza caratteristica.
Ecco alcuni dei produttori e delle realtà vinicole più interessanti nell’area (non tutti strettamente dentro Marzabotto ma nell’ambito della zona vitivinicola dei colli bolognesi, dove il vino ha oggi una forte identità):
Manaresi Agricoltura e Vini – Cantina rinomata di Zola Predosa, conosciuta per i vini tipici dei Colli Bolognesi.
Cantina Lodi Corazza – Eccellente produttore con vini ben strutturati e degustazioni.
Cantina Terre Rosse Vallania -– Azienda vinicola con ottime recensioni di vini locali.
Tenuta Bonzara – Produttore nei pressi di Monte San Pietro, nella zona collinare.
Podere Riosto – Azienda a Pianoro con tipicità locali.
Umberto Cesari – Cantina storica apprezzata a livello internazionale.
Emilia Wine | Arceto, Cantina Casali Viticultori, Il Farneto - Società Agricola – Produttori della regione Emilia-Romagna con produzioni diversificate.
Enoteca Regionale Emilia Romagna – Punto d’incontro e promozione dei vini regionali.
In particolare, alcune cantine della zona, come Al di là del Fiume di Marzabotto,ono impegnate nella produzione biologica e biodinamica di vini con vitigni autoctoni e tradizionali.
Gianluigi Pagano
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