sabato 17 novembre 2018

Borghi d'Europa a Burnjak 2018


La rete internazionale Borghi d’Europa, in collaborazione e sotto il Patrocinio dell’Istituto
per la cultura slovena, sviluppa un progetto di informazione alla scoperta delle Valli del Natisone
e di Caporetto (Slovenia).
Un primo intervento è stato realizzato in occasione di Burnjak 2018 : quasi 40 espositori locali con il meglio delle Valli del Natisone, del Torre, dell’Isonzo e di Resia: un incontro di colori e sapori nell’incantevole Tribil Superiore di Stregna.
Una passeggiata che ha fatto incontrare i giornalisti e i comunicatori con molte realtà produttive
del territorio : fra gli altri Alessia Berra (titolare di Zore Formaggi,di Platischis, in comune di Taipana) ; La Corte delle Lumache ( allevamento di lumache da gastronomia a ciclo completo di San Pietro al Natisone) ; l’Azienda Agricola Specogna ( mele e derivati a Brischis di Pulfero) ; La Gubana della Nonna (Azzida di San Pietro al Natisone) ; le marmellate e le conserve di Annalisa.
Stregna
Ventuno tra frazioni e borgate, comprese tra i 198 m slm di Zamir (unica frazione a valle) e i 640 m slm di Tribil superiore, compongono il Comune di Stregna.
Un territorio quasi esclusivamente prealpino, dunque, dove i piccoli gruppi di case punteggiano un paesaggio ovunque caratterizzato dalla presenza di boschi, in prevalenza di castagno e faggio. Questa vegetazione ha prevalso sulle coltivazioni negli ultimi 50 anni, lasciando ai grandi prati un tempo destinati al pascolo solo le aree di Planino e Kamenika, presso Tribil inferiore, e quelle tra le frazioni di Tribil superiore e Dughe.
Le varie borgate sono collegate dalla strada turistica panoramica che, rimanendo in quota, mette in comunicazione le borgate del comune di Drenchia con i territori di S. Leonardo e Prepotto, presso Castelmonte per scendere nel fondovalle friulano presso Cividale da una parte, da passo Solarie attraverso Volče fino a Tolmin e alla valle dell'Isonzo dall'altra.
In tutte le frazioni del Comune di Stregna sono riconoscibili i tratti architettonici tipici della Slavia: le case con il paju (ballatoio) in legno, i seniki (fienili) che si intravedono nei prati di Planino, gli skedinji e i kazoni, un tempo utilizzati per il ricovero del bestiame e dei prodotti agricoli.
Oltre agli aspetti ambientali e legati all'insediamento umano il Comune di Stregna si caratterizza per alcuni appuntamenti che ricorrono nell'arco dell'anno: il Pust (carnevale) che porta scompiglio nelle borgate durante la settimana precedente il martedì grasso e si conclude con il funerale del carnevale, il mercoledì delle Ceneri-Pepeunica; il Kries (falò) di San Giovanni, che a Tribil superiore e inferiore viene acceso nella notte tra il 23 e il 24 giugno; il Burnjak, la grande festa delle castagne che nei fine settimana di ottobre anima Tribil superiore con musica, intrattenimenti culturali e il ricco mercato agricolo e artigianale.
E proprio per dare nuovo slancio al prodotto tipico delle Valli del Natisone, che storicamente ha rivestito un ruolo preminente nell'economia agricola di quest'area, il Comune di Stregna si è fatto promotore del progetto Interreg "Terra di castagne-Prostor kostanja", volto al recupero e alla valorizzazione delle varietà di castagne autoctone, che ha favorito un rinnovato interesse per tale coltivazione e il ripristino di castagneti storici di grande pregio paesaggistico e produttivo, dato che sono stati privilegiate le qualità di castagna autoctona, come il purčinac, la muronica, l'objak, il ranac.
Per quanto riguarda gli edifici di culto di particolare interesse possiamo ricordare la chiesa parrocchiale di S. Paolo Apostolo a Cernetig, fondata nel XV secolo e consacrata nel 1496, restaurata dopo il terremoto del 1511, che fu ampliata nel secolo XVIII, mentre il massiccio campanile, fondato nel 1544, fu alzato e completato nel 1894. In facciata, oltre al portale coronato da qualche fregio sopra l'architrave, una nicchia entro la quale è posta la statuina di S. Paolo.
L'interno è di semplice fattura, con un recente altare maggiore in marmo abbellito dalle statue della Vergine e dei Ss. Pietro e Paolo. Due altari nelle cappelle laterali (da un lato i Ss. Floriano, Biagio e Antonio, dall'altro Giuseppe, Agnese e Luigi).
Niente rimane dei tanti lavori eseguiti, nel passato, da artisti anche di una certa fama (ad esempio l'ancona lignea che Adamo da Salisburgo e Giacomo Martini intagliarono, dipinsero e dorarono nel 1540).
Oltre alla parrocchiale, come nel resto delle Valli del Natisone, numerose sono le chiesette votive di stile gotico sloveno che, dalle alture che sovrastano le borgate, richiamano alla loro antica funzione di vedetta e di comunicazione tra paesi e vallate. Particolarmente interessante, anche per la sua posizione panoramica, è la chiesa dedicata a S. Giovanni a Tribil inferiore.


domenica 28 ottobre 2018

Il Centro del Dolce Friuli a Borghi d'Europa


Centro del Dolce Friuli ( con il brand Tissi),ha presentato alle Giornate Europee del Patrimonio
Culturale promosse dalla rete internazionale Borghi d’Europa, i prodotti alimentari selezionati
e distribuiti,per i percorsi di informazione dell’Anno Europeo del Patrimonio Culturale e dell’Anno del Cibo Italiano.
Incontriamo Gianluigi Pagano,giornalista e scrittore ,collaboratore di Chefs Italiani nel Mondo,mentre stà sorseggiando a fine degustazione l’amaro di erbe Pelinkovac di Badel
1862,azienda croata di grande qualità.
 
Badel Pelinkovac è il più antico e famoso liquore alle erbe della Croazia. E’ prodotto secondo un metodo di macerazione tradizionale dove erbe curative selezionate, con l’erba dominante “Pelin”, Artemisia Absinthium, sono immerse nel liquido di base e successivamente lasciate ad affinare nelle botti di legno. Le erbe rilasciano le loro caratteristiche più preziose durante l’nvecchiamento che dura diverse settimane. Una parte del macerato prodotto viene distillata in alambicchi di rame e infine il distillato e il macerato sono miscelati in Badel Pelinkovac. Badel Pelinkovac è un ottimo digestivo.”
I liquori e le creme di Badel 1862 sono scelte e distribuite da Centro Dolce del Friuli.


Ma la degustazione alla Osteria La Postina di San Pietro di Feletto era iniziata con i grissini maturalidi Tissi (brand di Centro Dolce Friuli), con il prosciutto cotto di San Marino.
È qui,nel Friuli Venezia Giulia, nel 2004 ho fondato insieme a mio padre Mario, mia madre Ada, mia sorella Samantha, il brand Tissi. Io sono Saba Tisiot.."Food & beverage” dicono gli inglesi per identificare il nostro settore di riferimento, a me piace definirlo “tavola e cucina”, ancora meglio se espresso in friulano “taule e cusine”, rende perfettamente l’idea che in questa terra abbiamo dello stare a tavola, un rito conviviale che comincia con la scelta degli ingredienti e la preparazione dei piatti. Così nascono i prodotti tipici friulani. “
Non basta una colazione ricca, per cominciare bene la giornata, deve essere anche buona. Dolce o salato, succhi o tisane, pane in cassetta o fette biscottate, la lista dei prodotti artigianali Tissi è lunga, basta solo scegliere. Si può continuare con l’invito a pranzo ( le paste artigianali Tissi sono conosciute ed apprezzate!).
Antipasto, primo, secondo, contorno, caffè e ammazza caffè, tutt’altro che un menù fisso. Nello store on line Tissi, si possono scegliere i prodotti artigianali locali, fatti secondo tradizione, per creare il tmenu a la carte.
A metà pomeriggio la merenda e poi la cena : Semolone Tissi, grissini al mais e conserve locali, una fetta di crostata come dolce. Poi la scelta variia fra 250 prodotti da combinare secondo i gusti del consumatore.

Le eccellenze Bio Natureta proposte da Centro Dolce del Friuli a Borghi d’Europa

Centro del Dolce Friuli ( con il brand Tissi),ha presentato alle Giornate Europee del Patrimonio
Culturale promosse dalla rete internazionale Borghi d’Europa, le eccellenze slovene di Eta Kamnik doo,in occasione dei percorsi di informazione dell’Anno Europeo del Patrimonio Culturale e dell’Anno del Cibo Italiano.
“ L’azienda sa cosa deve fare per giustificare la fiducia dei consumatori: materie prime di alta qualità, sapori deliziosi, piatti pratici che aiutano a risparmiare tempo in cucina, e produzione “casalinga”, ma tutto in linea con gli standard alimentari più esigenti, la tracciabilità e le certificazioni . Gli obiettivi aziendali si basano su questo: crescita sostenibile coerente con il mercato delle materie prime acquistate il più vicino possibile alla nostra produzione, alta qualità con il marchio Natureta, attenzione ai mercati di esportazione e sviluppo di nuovi prodotti di tendenza e ricerca creativa di nuove opportunità per Natureta.”
In particolare i giornalisti e gli operatori professionali della filiera agroalimentare hanno apprezzato
la linea dei prodotti Bio Natureta.I bioprodotti Natureta sono coltivati ​ biologicamente, adottando metodi rispettosi dell’ambiente – senza pesticidi, fertilizzanti chimici o organismi geneticamente modificati. Non contengono colori artificiali, conservanti e esaltatori di sapidità.
Gli alimenti biologici pastorizzati sono prodotti con la certificazione SI-EKO (pdf, 400 kB), approvati da KON-CERT (Istituto per l’ispezione e la certificazione in agricoltura e silvicoltura di Maribor).
Vogliamo ricordare i Piselli biologici,Bio mais dolce,Barbabietola biologica,Fagioli marroni biologici,Ceci biologici,Cetriolini biologici,Rapa acida organica,ecc.
Fabio Guerra,giornalista e nume tutelare del punto vendita CRAI di Oderzo, osserva :
“ Ho talmente apprezzato i prodotti Bio Natureta degustati all’incontro di Borghi d’Europa, che ho deciso di inserirli subito tra le scelte d’eccellenza del mio negozio. Centro del Dolce Friuli
stà facendo un ottimo lavoro di selezione e distribuzione di prodotti di qualità”.
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sabato 28 luglio 2018

I vini di Rocca Celliere a Borghi d'Europa



I giornalisti e i comunicatori della rete internazionale Borghi d’Europa,in occasione
dell’Anno Europeo del Patrimonio Culturale, hanno individuato ben 16 tappe a
Conegliano e dintorni.
Alla ricerca degli inediti del buon e bello vivere, i vagabondi del gusto sono arrivati
così a San Vendemiano, a Rocca Celliere.
Sorseggiando un ottimo vino col fondo, Adriano e ,Gianpaolo
e Francesca ci raccontano la storia familiare nell’arte enoica.
“La nostra cantina è nata nel 1960 con l’idea di produrre vini che rimanessero il più vicino
possibile alla tradizione, ma che al tempo stesso fossero lo specchio della creatività della
nostra famiglia. Così facendo i vini da noi prodotti, non sono solo figli della tecnica, ma
delle vere e proprie rappresentazioni della nostra anima. Noi siamo unici, così lo sono
anche i nostri vini.
Riuscire a trovare in ogni bicchiere ciò che il terreno dona al grappolo, è diventato un
obiettivo e una ricerca costante. Il moderato uso della tecnologia durante tutto il ciclo
produttivo, ci permette di mantenere inalterate le caratteristiche dell’uva e di offrire non
soltanto un ottimo calice, ma anche un piccolo sorso del territorio sul quale la vite sorge.
Per questo abbiamo scelto di produrre vini tranquilli senza affinamenti artificiali,
frizzanti e spumanti a fermentazione naturale in bottiglia.”


Ma ritorniamo all’inizio del nostro viaggio del gusto.
“Rocca” dal piccolo castello che da sempre accompagna il logo della nostra azienda
e “Celliere”, derivato dal latino cellarium (luogo in cui si conservano i vini), formano
il nome della attività.Dai tempi del fondatore Giacomo Salvador e per le tre generazioni
in cui la famiglia ha vissuto nel mondo del vino, qui si è sempre coltivata la convinzione
che il vino deve essere emozione, un piacevole ricordo di una famiglia, le sensazioni
di un territorio, i suoi gusti, i suoi profumi e le sue vedute.

Dalla sua fondazione fino agli anni ottanta, la grande crescita economica italiana
impose al mercato del vino la necessità di grandi produzioni, spinte dalla maggiore
capacità di spesa delle famiglie poiché il vino era considerato un alimento che
necessariamente doveva essere presente a tavola, ma dagli anni novanta in poi
comincia a prevalere una visione più edonistica.

Questo ha permesso ad Adriano Pillon (genero di Giacomo) prima, ed ai nipoti
Francesca e Gianpaolo poi, di cominciare a sperimentare le prime gamme di vini di
qualità, ricerca che tutt’ora continua e che è sfociata i vini di grandissimo pregio come
il Pazienta, l’Hilaris, il P. Franciscus e il S. Jacobus. Questi vini sono frutto di una

lunga, lenta e costante ricerca che non ha come protagonista un laboratorio ma una
famiglia che cerca di comunicare con i profumi, ballare con i sapori ed emozionare
con i colori dei propri vini.

La sala degustazione è stata ricavata dai vecchi serbatoi in cemento, costruiti in loco,
più simili a grotte che a vasche, vere opere d’arte che rendono la degustazione ancora
più piacevole.
Questa sala è stata formata unendo una cisterna da 540 e una da 250 ettolitri, che un tempo venivano usate per lo stoccaggio dei vini.
Ed è proprio in questi ambienti accoglienti e unici,raccolti, che sviluppiamo l’intervista,
impegnati ad esprimere le emozioni di un approccio inusitato.
Nel lungo percorso di vita di cronisti del gusto, raramente incontriamo situazioni e persone
che hanno la magia di emozionarti. Qui, a Rocca Celliere, è semplicemente successo.
Quell’impegno di scoprire gli inediti del buon e bello vivere a Conegliano e dintorni
ci sembra davvero raggiunto.
Come siamo lontani dalle banalità dei redazionali a pagamento, con gli stessi discorsi
triti e ritriti!
Al prossimo appuntamento…...
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sabato 16 giugno 2018

Le proprietà benefiche della trota


 

https://dilei.it/benessere/le-proprieta-benefiche-della-trota/463995/
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 La trota iridea garantisce numerose virtù per la salute dell’organismo. Si tratta precisamente di un alimento ricco di proteine, potassio e ferro. La varietà di ricette rende questo alimento uno dei cibi più gustosi a tavola, grazie ai suoi benefici e valori nutrizionali. La trota è un pesce d’acqua dolce appartenente alla specie dei salmonidi. Il suo aspetto ricorda molto il salmone, ma a differenza di quest’ultimo, la bocca della trota è leggermente più grande. Le pinne invece sono più corte e la dimensione del corpo è più piccola. Si trova in Europa, ma anche in Africa, in America Settentrionale e nelle zone nordiche dell’Asia. Non si tratta di un pesce indolente, infatti questa specie ha l’abitudine di spostarsi costantemente da una zona all’altra senza alcun tipo di problema. In realtà, non tutte le trote sono uguali. Quest’ultime, infatti, possono presentarsi con una fisionomia differente in base al loro sviluppo. Occorre quindi imparare a riconoscerle attraverso delle semplici caratteristiche. Precisamente, durante la giovane età il corpo della trota iridea si presenta snello ed allungato, mentre una volta che raggiunge l’età adulta, la fisionomia cambia diventando più massiccia e robusta. Questi pesci sono particolarmente noti per essere dei perfetti predatori, costantemente affamati.

Generalmente, la trota iridea si ciba di insetti, rane, vermi, ma all’interno della sua dieta vi possono essere anche altri pesci. Le trote di allevamento invece hanno un’alimentazione leggermente differente, poiché tendono a cibarsi di qualsiasi cosa commestibile che si trova all’interno dell’acqua e di mangime. Quest’ultimo è composto da farine animali. In particolare, è a base di crostacei. Quali sono dunque le proprietà nutritive della trota iridea? Le virtù di questo pesce sono tantissime. Ebbene sì, questa specie cela numerosi vantaggi e benefici per l’organismo più di quanto si possa immaginare. La trota iridea è un alimento ricco di proteine, le quali hanno un importante valore biologico. Non solo, il suo consumo assicura un’elevata quantità di ferro e potassio. Pertanto, questo alimento è particolarmente indicato per le diete ipocaloriche. Le virtù di questo pesce possono anche rivelarsi il rimedio ideale per contrastare gli stati di ipertensione.

In dettaglio, la trota è fra gli alimenti ricchi di vitamina D, ma vi sono anche la vitamina B1 e la vitamina PP. Non sono da sottovalutare i benefici della trota salmonata, grazie alle sue spiccate proprietà antiossidanti. Al contrario dell’altra specie, il colore della carne di questo pesce si presenta più rosa. Questa caratteristica è dovuta alla quantità di carotenoidi che vengono assorbiti dal mangime che viene fornito in allevamento. Dato che la trota iridea è consigliata per un regime alimentare ipocalorico, non resta che approfondire in dettaglio le calorie che vengono assunte dal consumo di questo pesce. Precisamente 100 grammi di trota equivalgono a circa 148 calorie. Gran parte delle sostanze che vengono assunte corrispondono ad acqua e ed è completamente priva di carboidrati. Nonostante le caratteristiche specifiche, distinguere le trote non è così facile come può sembrare. Vi sono però delle razze più comuni che si possono trovare in Italia. Prima fra tutte è la trota fario. Quest’ultima è fra gli alimenti più apprezzati, è diffusa nelle zone alpine all’interno di laghi, torrenti e fiumi.
Questo prezioso pesce non solo è noto per il suo sapore delizioso, ma assicura anche delle importanti proprietà. La trota sarda invece rispecchia le stesse caratteristiche, ma è maggiormente diffusa nelle zone del Centro Sud. Poi vi è anche la trota marmorata, detta anche “marrone” e la “trota del lago”, definita anche “carpione”. La trota iridea invece, viene chiamata anche “trota arcobaleno” ed è una specie americana molto riconosciuta in Italia nell’ambito della pesca sportiva. Questa specie si adatta facilmente agli ambienti. Riesce infatti a vivere tranquillamente in qualsiasi luogo. Un fattore molto importante però è l’ossigeno, poiché dev’essere più che sufficiente per il benessere di questo tipo di pesce. Nonostante ciò, la trota iridea si sta diffondendo rapidamente anche all’interno degli ambienti naturali. Essendo uno dei pesci più utilizzati negli allevamenti, il costo non è elevato. A renderlo un pesce particolarmente pregiato è una caratteristica ben precisa, ovvero la trota si trova esclusivamente all’interno di acque pulite e questo è un vero e proprio vantaggio per la salute del consumatore. Tuttavia, per eliminare completamente la presenza di eventuali batteri si consiglia di cuocerla accuratamente, evitando di consumarla cruda. Sono tantissime le ricette sulla trota iridea. La varietà più comune per gustare un piatto veloce e prelibato prevede di lessare il pesce ed unire del prezzemolo, limone e pepe. Per dare un tocco di sapore in più si può anche optare per la maionese.
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Iniziativa di informazione della rete internazionale BORGHI D'EUROPA
Grazie a ….. :
TROTA OASI SILE di Emanuele Durigon (Santa Cristina di Quinto di Treviso)
Osteria AE RODE ( Paese-Tv)

ITTICOLTURA TONINI (Saletto di Piave)

Ristorante COLOMBO Cafè (San Bartolomeo di Breda di Piave)
Milanese srl, Costruzioni Meccaniche per l’Acquacultura (Bertiolo del Friuli)