venerdì 20 febbraio 2026

Borghi della Storia - Gli Etruschi a Marzabotto: un’antichità ancora attuale - Vini e produttori nei Colli Bolognesi




Sull’attuale territorio dell’Appennino bolognese, nel comune di Marzabotto (provincia di Bologna), sorgeva Kainua (a volte chiamata Misa), una delle più significative città dell’Etruria padana. Fondata tra la fine del VI e l’inizio del V secolo a.C., era un centro urbano ben pianificato con strade regolari, quartieri, templi e servizi pubblici, in grado di competere per importanza con altre città etrusche come Spina e Felsina (l’antica Bologna). Oggi, Marzabotto è un centro economicamente importante, sia per l’attività agricola, che per le produzioni industriali ed è molto conosciuto per le sue vestigia archeologiche ben conservate ed esposte nel Museo nazionale etrusco “Pompeo Aria” che presenta reperti e ricostruzioni della vita quotidiana degli antichi occupanti della città.

 


Resti di Kainua



La società etrusca era ricca di rituali conviviali, e il banchetto rappresentava una delle espressioni più vive della loro cultura sociale e religiosa. Questi simposi non avevano solo la funzione di nutrire i partecipanti, ma erano momenti in cui arte, musica, poesia e discussione si intrecciavano attorno al vino, spesso servito annacquato e accompagnato da canti o spettacoli. Gli Etruschi considerarono il vino non solo come una bevanda, ma come un elemento di coesione sociale e religiosa: il consumo era ritualizzato, con coppe specifiche e offerte agli Dei prima e durante il banchetto, (che tra l’altro rappresentava anche l’occasione per mostrare ricchezza e prestigio attraverso ceramiche pregiate e un servizio curato!).

Certamente gli Etruschi furono tra i più importanti viticoltori dell’Italia antica. Sebbene le specifiche varietà di uve coltivate nell’area padana non siano sempre perfettamente documentate, sappiamo che la viticoltura era parte integrante dell’economia e della cultura agricola delle città etrusche, favorita da un clima temperato e dal terreno fertile.



La viticoltura contemporanea: vini e produttori nei Colli

 Bolognesi

Oggi in questo territorio si produce il vino sotto la denominazione Colli Bolognesi DOC, che include una varietà di vini bianchi e rossi, che spaziano dal bianco frizzante o fermo al rosso strutturato, con vitigni come Barbera, Merlot, Cabernet Sauvignon, Pinot Bianco e Pignoletto. In particolare il Pignoletto, coltivato sui colli attorno a Marzabotto e Bologna, rappresenta il vitigno più conosciuto dell’area, con versioni sia frizzanti che classiche, dai profumi delicati e dalla freschezza caratteristica.

Ecco alcuni dei produttori e delle realtà vinicole più interessanti nell’area (non tutti strettamente dentro Marzabotto ma nell’ambito della zona vitivinicola dei colli bolognesi, dove il vino ha oggi una forte identità):

  • Manaresi Agricoltura e Vini – Cantina rinomata di Zola Predosa, conosciuta per i vini tipici dei Colli Bolognesi.

  • Cantina Lodi Corazza – Eccellente produttore con vini ben strutturati e degustazioni.

  • Cantina Terre Rosse Vallania -– Azienda vinicola con ottime recensioni di vini locali.

  • Tenuta Bonzara – Produttore nei pressi di Monte San Pietro, nella zona collinare.

  • Podere Riosto – Azienda a Pianoro con tipicità locali.

  • Umberto Cesari – Cantina storica apprezzata a livello internazionale.

  • Emilia Wine | ArcetoCantina Casali ViticultoriIl Farneto - Società Agricola – Produttori della regione Emilia-Romagna con produzioni diversificate.

  • Enoteca Regionale Emilia Romagna – Punto d’incontro e promozione dei vini regionali.

In particolare, alcune cantine della zona, come Al di là del Fiume di Marzabotto,ono impegnate nella produzione biologica e biodinamica di vini con vitigni autoctoni e tradizionali.


Gianluigi Pagano

Gi

giovedì 8 gennaio 2026

Il mondo dell'Azienda Agricola Scarpon di Arquà Petrarca e i suggerimenti di Linda Zanovello - Così vola il progetto di Borghi d'Europa nei Colli Euganei


 

 Borghi d'Europa, rete internazionale di informazione, promuove il progetto L'Europa delle scienze e della cultura, Patrocinato dalla IAI -Iniziativa Adriatico Ionica (Forum intergovernativo per la cooperazione regionale nella regione adratico ionica).

Presentato fin dal 2019 al Parlamento Europeo, insieme a 13 itinerari che riguardano la filiera agroalimentare, il progetto tocca nel 2026 i Colli Euganei, riallacciandosi alle iniziative dell'Associazione l'Altratavola, che nel 1989 aveva inaugurato Padova in Cucina, in collaborazione e sotto il Patrocinio della rivista L'Etichetta diretta da Luigi Veronelli.

I giornalisti e i comunicatori di Borghi d'Europa seguono le aziende e i prodotti conosciuti, al fine di 'informare chi informa' e costruire iniziative partecipate e condivise.

Il viaggio nei Colli Euganei è stato suggerito da Linda Zanovello, dell'Azienda Agricola Ca' Lustra.

" Da quasi 50 anni Ca' Lustra si dedica con impegno ed entusiasmo alla vitivinicultura euganea, avendo come obiettivo la qualità : un cammino appassionante in una terra unica per valenze naturali e storiche".

Linda Zanovello, insieme al fratello Marco, porta avanti l'azienda fondata nel 1977 da Franco Zanovello : 25 ettari a vigneto con altri 15 a uliveto,bosco e pascolo,tutti all'interno del Parco Regionale dei Colli Euganei,suddivisi in numerosi 'cru' dai particolari caratteri pedoclimatici.

Proprio a queste esperienze hanno voluto riallacciarsi i giornalisti di Borghi d'Europa : il fiorire di iniziative di informazione, la nascita del progetto l'Europa delle scienze e della cultura (Patrocinio IAI-Iniziativa adriatico ionica), il crescere di percorsi internazionali per 'informare chi informa', trovano la loro ispirazione più profonda e una corrispondenza strutturale con la filosofia e le storie di Ca' Laustra Zanovello.

Il viaggio del gusto valorizza anche altre aziende del comparto agroalimentare, suggerite con cura da Linda Zanovello.

Fra queste l'Azienda Agricola Scarpon di Arquà Petrarca.




Racconta Alessandro : " L’ Azienda Agricola Scarpon è nata una trentina di anni fa con lo scopo di coltivare cereali e produrre uva. Nel corso degli anni, la passione della Signora Franca per le conserve ha dato l’input per un nuovo modo di vivere l’agricoltura. Oggi la famiglia Callegaro si occupa principalmente della produzione e trasformazione di vari prodotti agricoli. Intendiamo dedicare la nostra esperienza e la nostra passione a chi vuole riscoprire i sapori, i profumi e i colori dell'antica tradizione Padovana."



I prodotti sono interamente fatti a mano, solo con materie prime di altissima qualità, con particolare attenzione alle varietà antiche locali e ai frutti selvatici che stanno scomparendo dal mercato. Una rara realtà che, in deroga al regolamento dell’ente Parco dei Colli Euganei, può raccogliere la flora spontanea come Sparasine e rosolaccio selvatico.



Racconta Alessandro : " L’ Azienda Agricola Scarpon è nata una trentina di anni fa con lo scopo di coltivare cereali e produrre uva. Nel corso degli anni, la passione della Signora Franca per le conserve ha dato l’input per un nuovo modo di vivere l’agricoltura. Oggi la famiglia Callegaro si occupa principalmente della produzione e trasformazione di vari prodotti agricoli. Intendiamo dedicare la nostra esperienza e la nostra passione a chi vuole riscoprire i sapori, i profumi e i colori dell'antica tradizione Padovana."

 

I prodotti sono interamente fatti a mano, solo con materie prime di altissima qualità, con particolare attenzione alle varietà antiche locali e ai frutti selvatici che stanno scomparendo dal mercato. Una rara realtà che, in deroga al regolamento dell’ente Parco dei Colli Euganei, può raccogliere la flora spontanea come Sparasine e rosolaccio selvatico.

 

"Lavoriamo con competenza, amore e senso di responsabilità- continua Alessandro-. Utilizziamo esclusivamente materie prime venete, gestendo l'intera filiera, dalla coltivazione alla cottura, e gestendo inoltre l'intero processo di trasformazione fino al confezionamento, al fine di offrire prodotti unici e che rispettino al massimo la qualità di partenza che la natura offre. Legati al passato, guardiamo al futuro, con continui investimenti in ricerca e sviluppo per cercare sempre nuovi modi di interpretare il gusto e per presentare il prodotto in chiave moderna e innovativa.".

 

La curiosità dei giornalisti di Borghi d'Europa, alimentata dai suggerimenti di Linda Zanovello, portano a scoprire

un mondo di prodotti sorprendente : si va dal brodo di giuggiole ( infuso di frutta - giuggiole, mele cotogne, melograno, uva e scorza di limone) autunnale , all' Estregone (Infuso di un'unica erba officinale, non filtrato – un liquore che si tramanda dal tempo di Carlo Magno passando per la famiglia DeMedici), all’Amaro Euganeo, dai

Sottaceti (Cipolle selvatiche, scalogno, germogli di pungitopo, cetrioli, giardiniera, peperoni lombardi ) alle Confetture (Classiche: ciliegie, mele cotogne, albicocche, pesche, fichi “segaini / figaini”; Da abbinamento: Giuggiole, prugna e lavanda, zucca, vaniglia, brodo di giuggiole, Corbezzolo, Sambuco, Fichi d’India, cipolle selvatiche, uva clinton, uva fragola, uva glera, uva moscato fior d’arancio, peperoncini piccanti, sugoli d’uva, sugoli d’uva clinton, sugoli d’uva fragola, melagrana, cachi e anice stellato, more).








Il viaggio del gusto che Borghi d'Europa realizza nel 2026 prevede l'inserimento dell'Azienda di Arquà Petrarca nel racconto dei Colli Euganei.




domenica 4 gennaio 2026

La piattaforma informativa I Borghi del gusto nel 2026 – Il Partenariato di informazione del Salumificio Spader per il Percorso Internazionale La Via dei Norcini

 


Nel 2026 la rete Borghi d’Europa rilancerà nel progetto L’Europa delle scienze e della cultura ( Patrocinio IAI-Iniziativa adriatico ionica, Forum Intergovernativo per la cooperazione regionale nella regione adriatico ionica ), la piattaforma informativa I
Borghi del Gusto.

I primi 40 Borghi della rete furono scelti nel 2018, in occasione dell’Anno Europeo del Patrimonio culturale. Nel 2019 il progetto fu presentato nella sede del Parlamento europeo di Milano, con la ‘costruzione’ di ben 13 Percorsi internazionali dedicati alle diverse filiere.

Nel 2024,in occasione delle elezioni europee, i Borghi salirono a 80, grazie alla collaborazione informativa con il Parlamento Europeo.

“ In tutte le diverse tappe del progetto – ricorda Renzo Lupatin, giornalista e presidente di
Borghi d’Europa – ci ha accompagnato come partner di informazione il Salumificio Spader di Emanuele Spader, di Mosnigo (Moriago della Battaglia-TV). Negli ultimi cinque anni Spader ha accompagnato il viaggio del gusto del Percorso Internazionale La Via dei Norcini “.



La storia del Percorso coincide con la storia del Salumificio Spader.

Scrive la rivista Degusta :

"Il Salumificio Spader di Moriago della Battaglia (TV) nasce nel 1997 per la passione del suo titolare Emanuele, che scoprendo l’arte norcina, rimane affascinato dalle capacità manuali di un tempo, che coniugate con la tecnologia di oggi, che permette trattamenti semplificati degli alimenti (per conservazione delle carni, pulizia e igiene) offrono alle tavole prodotti di vera eccellenza.  Spader non si è concentrato sulla produzione degli insaccati, come ci si aspetterebbe da un’industria salumiera, ma si è specializzato nella cottura di carni da affettare: dal prosciutto cotto (alla brace e soprattutto alla fiamma) alla pancetta (dolce, affumicata, aromatizzata con varie spezie) dalla porchetta, sempre nel rispetto delle tradizioni venete (pur con qualche contaminazione da altre regioni) fino alle specialità quali la lingua salmistrata (cotta a bauletto).  Target principale di Spader, i rivenditori: gastronomie, rosticcerie, salumerie e ristoratori, tutti conquistati dalla sua ampia gamma di prelibatezze".

Così il 2026 riprenderà Il Cammino delle Identità, il viaggio del gusto che coinvolge 
Emanuelee Spader nel racconto.




Il 2025 è stato un anno per davvero storico per il suo Salumificio, che ha partecipato
alle iniziative che Borghi d’Europa ha realizzato per il 25° della nascita della IAI-Iniziativa
Adriatico Ionica.

“ L’attenzione agli eventi di cooperazione internazionale sarà sempre alla base dell’impegno dell’imprenditore del Quartier del Piave, che può essere citato come
esempio ai tanti protagonisti della vita sociale ed economica delle nostre comunità”.

“L’Europa si costruisce dal basso. In una quotidianità che deve saper evitare i discorsi roboanti e gli interessi di bassa bottega.”

Le Parole del Presidente di Borghi d’Europa,Renzo Lupatin,concludono degnamente
l’incontro. Buon 2026 !