venerdì 18 settembre 2026

Borghi della Storia – Il Castello di San Pietro e la Locanda del Re Guerriero nelle Terre Piacentine


Il viaggio del buon e bello vivere che la rete di informazione Borghi d’Europa compie in occasione del turno di Presidenza italiano alla IAI (Iniziativa Adriatico Ionica, Forum Intergovernativo per la cooperazione regionale), previlegia le Terre Piacentine, grazie ad una collaborazione informativa con la Strada del Po e dei Sapori della Bassa Piacentina.

Storia, cultura, enogastronomia, ambiente verranno conosciute, valorizzate e raccontate da giornalisti e comunicatori fino a maggio del 2027, per un progetto finalizzato, semplicemente, ad ‘informare chi informa’.

Tutti i luoghi del Piacentino verranno collegati con altri borghi europei e verranno ‘narrati’ nei giornali delle altre terre coinvolte nel cammino delle identità.

“ Non poteva mancare l’incontro con il Castello di San Pietro e la Locanda del Re Guerriero.

Il Castello di San Pietro, che ricalca perfettamente il tipico schema piacentino dei fortilizi di pianura, offre al visitatore una preziosa e fedele testimonianza di dimora gentilizia quattrocentesca; oggi di proprietà della Famiglia Spaggiari, pur facendo parte fino al 1500 dello Stato Pallavicino, fu dei Malaspina nel dodicesimo secolo e, a partire dal 1405, dei Landi.

Nel 1466 Bianca Maria Visconti, vedova del Duca Francesco Sforza, investì del feudo di San Pietro l’augusta famiglia piacentina dei Barattieri. Al giureconsulto Bartolomeo Barattieri, amante del luogo, si deve la riedificazione dell’edificio tra il 1460 e il 1491, come documenta l’epigrafe su pietra muraria presente ancora oggi nel cortile dei Cavalieri. Nel 1678, per i servizi prestati allo Stato Farnesiano, Ercole e Paolo Emilio Barattieri ottennero dal Duca Ranuccio II il titolo nobiliare di Conte.

Il castello, attorniato da un vasto parco alberato, è disposto su un impianto quadrangolare da cui emergono il mastio e due torrioni rotondi, collocati a difesa del lato nord.

L’austerità dell’esterno è in netta contrapposizione con l’ariosità e la raffinatezza del cortile interno porticato su tre lati, di gusto rinascimentale, che trasforma il castello in un palazzo residenziale; ad ogni arco del porticato a pian terreno corrispondono due archi minori al primo piano; cornici in cotto decorano gli archi, il marcapiano e il sottotetto; il pianterreno ha il soffitto in muratura, mentre quello del loggiato presenta travi lignee; nella stanza del corpo di guardia una doppia porta in diagonale si apre sulla prigione, in cui sono ancora visibili i ceppi a cui venivano legati i prigionieri.

Nei sotterranei del castello originariamente erano collocate le cucine, le lavanderie e le cantine; è ancora presente la ghiacciaia che veniva riempita di neve dalla botola sul soffitto, mentre la pavimentazione a lisca di pesce permetteva di convogliare l’acqua della neve sciolta verso il centro, dove veniva assorbita da un pozzo a perdere.

Al primo piano, secondo il gusto rinascimentale, tutte le sale sono decorate da pitture e camini e si aprono sul grande loggiato; la parte più antica ed emblematica del piano nobile, il mastio, ospita da sempre la camera da letto del Conte.

Il Castello di San Pietro in Cerro ha la particolarità di avere due saloni d’onore, una caratteristica anomala dovuta a liti di primogenitura tra gli eredi maschi della famiglia Barattieri, che suddivisero il castello in due parti abitate dai discendenti dei due rami dell’antica famiglia.

L’attuale proprietario, Franco Spaggiari, mecenate e appassionato d’arte, dopo l’acquisto dell’immobile ha intrapreso un importante intervento di restauro volto a restituire al complesso l’aspetto originario; l’azione conservativa, protrattasi per oltre quindici anni, ha portato il Castello di San Pietro a vincere il Premio “Piero Gazzola” per il miglior Restauro del Patrimonio Monumentale Piacentino nel 2016.”

La Locanda del Re Guerriero è un edificio storico di fondazione medievale, già documentato sulle carte topografiche a partire dal 1720; era l’antico ricovero delle carrozze e l’abituro di cocchieri che prestavano servizio presso la corte del Castello di San Pietro.

Oggi, dopo un attento restauro, la Locanda del Re Guerriero offre la possibilità di trascorrere un soggiorno rilassante, durante il quale ascoltare il dolce suono del silenzio, avvolti da un’atmosfera di bellezza. I dintorni offrono un territorio autentico ed affascinante da scoprire attraverso escursioni a piedi, in bicicletta o a cavallo, per riappropriarsi di suggestioni che la frenetica vita di tutti i giorni ci ha ormai fatto dimenticare.

venerdì 3 aprile 2026

BORGHI D’EUROPA e il PROGETTO DENTRO LA VITA : l’intervento di Laura Panizutti, partner d’informazione di Borghi d’Europa e della Tenuta Civrana

 

Da molti anni i giornalisti e i comunicatori della rete Borghi d’Europa hanno accompagnato le iniziative di informazione dei diversi progetti europei, con una attenzione al mondo dell’ infanzia.

Oggi, grazie al progetto L’Europa delle scienze e della cultura (Patrocinio IAI-Iniziativa adriatico ionica, Forum Intergovernativo per la cooperazione regionale nella regione adriatico ionica), si rinnova questo impegno.

Il Progetto Dentro la Vita incrocia ancora una volta i Percorsi d’Informazione, dedicando ai bambini una attenzione particolare.

Così è nata l’idea di ripercorrere le diverse tappe dei progetti didattici che hanno scandito la storia di questi anni.

Un incontro multimediale si terrà in aprile a Conegliano.


Laura Panizutti,Consulente Finanziaria e Patrimoniale, da sempre accompagna i progetti le iniziative di Borghi d’Europa.




"In particolare – ricorda Renzo Lupatin-, Panizutti ha sostenuto la realizzazione di materiali didattici di educazione alimentare, che, nel corso di questi anni, hanno segnato l’impegno dei progetti europei.”

Accanto a Laura Panizutti,Tenuta Civrana che si trova immersa nelle campagne della bassa pianura veneziana, in comune di Pegolotte di Cona. La sua storia affonda le radici fin dal XVI secolo, con la realizzazione della Corte Benedettina. Ad oggi l'azienda si estende per 365 ettari destinati a molteplici colture, dai classici seminativi agli orti e dalle coltivazioni arboree ai vigneti in un susseguirsi di ambienti diversi che contribuiscono a mantenere un’elevata diversificazione ambientale, anche per la presenza di siepi e fasce tampone, boschetti planiziali e stagni importanti nella fitodepurazione delle acque.




Tenuta Civrana è un’azienda che da anni è impegnata nell’attività agricola nel rispetto dell’ambiente. Accanto alle classiche coltivazioni a seminativo troviamo orti, vigneti, coltivazioni arboree e allevamenti di animali di bassa corte che si alternano a aree boscate, aree umide, prati e siepi dove la fauna selvatica trova riparo. In questo contesto portiamo avanti un’attività di educazione trasferendo le nostre esperienze in campo agricolo e in campo naturalistico ai giovani delle scuole aderendo al progetto della Regione Veneto sulle Fattorie Didattiche.”

“Ci rivolgiamo a tutte le scuole di ordine e grado, nonchè a gruppi di adulti, con escursioni guidate e lezioni frontali svolte nella nostra aula didattica.




Le storie :


Da dove si parte :


- 1975 : il Progetto di animazione sociale e culturale al Villaggio San Liberale di Treviso.

Nasce ‘Educazione all’antifascismo’ (Marsilio Editori)

- 1976 : il libro-laboratorio Treviso l’Altra, con gli interventi di Andrea Zanzotto e Franco Batacchi.

- 1978 : il Progetto Città-Scuola-Città : gli Itinerari Educativi

Comune di Venezia -Assessorato alla Pubblica Istruzione

-1980 : Progetto Trevisottanta – Commissione Pedagogica e Fondazione Europea per l’Educazione

e la Cultura



L’educazione alimentare e la ricerca d’ambiente nei progetti di Borghi d’Europa ( Veronelli 0-10. Progetto Dentro la Vita, VerdeMio,ecc.)

L’esperienza delle Fattorie Didattiche

- “ Un nuovo progetto di itinerari educativi in occasione della Presidenza Italiana della IAI “

Proposta 2026-2027

I materiali didattici del progetto Dentro La Vita sono il frutto di esperienze didattiche autentichee sono fondati sulla metodologia della ricerca.

In occasione del turno di Presidenza italiana alla IAI, verrà proposto un Percorso ispirato alla storia del Vino.

“ Significativamente – continua Lupatin-,la presentazione avviene nei Colli di Conegliano.Non si tratta, ovviamente, di un invito a consumare il vino, ma di un viaggio alla scoperta dei significati culturali e tradizionali che si celano ‘dietro’ la produzione del vino.”




venerdì 20 febbraio 2026

Borghi della Storia - Gli Etruschi a Marzabotto: un’antichità ancora attuale - Vini e produttori nei Colli Bolognesi




Sull’attuale territorio dell’Appennino bolognese, nel comune di Marzabotto (provincia di Bologna), sorgeva Kainua (a volte chiamata Misa), una delle più significative città dell’Etruria padana. Fondata tra la fine del VI e l’inizio del V secolo a.C., era un centro urbano ben pianificato con strade regolari, quartieri, templi e servizi pubblici, in grado di competere per importanza con altre città etrusche come Spina e Felsina (l’antica Bologna). Oggi, Marzabotto è un centro economicamente importante, sia per l’attività agricola, che per le produzioni industriali ed è molto conosciuto per le sue vestigia archeologiche ben conservate ed esposte nel Museo nazionale etrusco “Pompeo Aria” che presenta reperti e ricostruzioni della vita quotidiana degli antichi occupanti della città.

 


Resti di Kainua



La società etrusca era ricca di rituali conviviali, e il banchetto rappresentava una delle espressioni più vive della loro cultura sociale e religiosa. Questi simposi non avevano solo la funzione di nutrire i partecipanti, ma erano momenti in cui arte, musica, poesia e discussione si intrecciavano attorno al vino, spesso servito annacquato e accompagnato da canti o spettacoli. Gli Etruschi considerarono il vino non solo come una bevanda, ma come un elemento di coesione sociale e religiosa: il consumo era ritualizzato, con coppe specifiche e offerte agli Dei prima e durante il banchetto, (che tra l’altro rappresentava anche l’occasione per mostrare ricchezza e prestigio attraverso ceramiche pregiate e un servizio curato!).

Certamente gli Etruschi furono tra i più importanti viticoltori dell’Italia antica. Sebbene le specifiche varietà di uve coltivate nell’area padana non siano sempre perfettamente documentate, sappiamo che la viticoltura era parte integrante dell’economia e della cultura agricola delle città etrusche, favorita da un clima temperato e dal terreno fertile.



La viticoltura contemporanea: vini e produttori nei Colli

 Bolognesi

Oggi in questo territorio si produce il vino sotto la denominazione Colli Bolognesi DOC, che include una varietà di vini bianchi e rossi, che spaziano dal bianco frizzante o fermo al rosso strutturato, con vitigni come Barbera, Merlot, Cabernet Sauvignon, Pinot Bianco e Pignoletto. In particolare il Pignoletto, coltivato sui colli attorno a Marzabotto e Bologna, rappresenta il vitigno più conosciuto dell’area, con versioni sia frizzanti che classiche, dai profumi delicati e dalla freschezza caratteristica.

Ecco alcuni dei produttori e delle realtà vinicole più interessanti nell’area (non tutti strettamente dentro Marzabotto ma nell’ambito della zona vitivinicola dei colli bolognesi, dove il vino ha oggi una forte identità):

  • Manaresi Agricoltura e Vini – Cantina rinomata di Zola Predosa, conosciuta per i vini tipici dei Colli Bolognesi.

  • Cantina Lodi Corazza – Eccellente produttore con vini ben strutturati e degustazioni.

  • Cantina Terre Rosse Vallania -– Azienda vinicola con ottime recensioni di vini locali.

  • Tenuta Bonzara – Produttore nei pressi di Monte San Pietro, nella zona collinare.

  • Podere Riosto – Azienda a Pianoro con tipicità locali.

  • Umberto Cesari – Cantina storica apprezzata a livello internazionale.

  • Emilia Wine | ArcetoCantina Casali ViticultoriIl Farneto - Società Agricola – Produttori della regione Emilia-Romagna con produzioni diversificate.

  • Enoteca Regionale Emilia Romagna – Punto d’incontro e promozione dei vini regionali.

In particolare, alcune cantine della zona, come Al di là del Fiume di Marzabotto,ono impegnate nella produzione biologica e biodinamica di vini con vitigni autoctoni e tradizionali.


Gianluigi Pagano

Gi

giovedì 8 gennaio 2026

Il mondo dell'Azienda Agricola Scarpon di Arquà Petrarca e i suggerimenti di Linda Zanovello - Così vola il progetto di Borghi d'Europa nei Colli Euganei


 

 Borghi d'Europa, rete internazionale di informazione, promuove il progetto L'Europa delle scienze e della cultura, Patrocinato dalla IAI -Iniziativa Adriatico Ionica (Forum intergovernativo per la cooperazione regionale nella regione adratico ionica).

Presentato fin dal 2019 al Parlamento Europeo, insieme a 13 itinerari che riguardano la filiera agroalimentare, il progetto tocca nel 2026 i Colli Euganei, riallacciandosi alle iniziative dell'Associazione l'Altratavola, che nel 1989 aveva inaugurato Padova in Cucina, in collaborazione e sotto il Patrocinio della rivista L'Etichetta diretta da Luigi Veronelli.

I giornalisti e i comunicatori di Borghi d'Europa seguono le aziende e i prodotti conosciuti, al fine di 'informare chi informa' e costruire iniziative partecipate e condivise.

Il viaggio nei Colli Euganei è stato suggerito da Linda Zanovello, dell'Azienda Agricola Ca' Lustra.

" Da quasi 50 anni Ca' Lustra si dedica con impegno ed entusiasmo alla vitivinicultura euganea, avendo come obiettivo la qualità : un cammino appassionante in una terra unica per valenze naturali e storiche".

Linda Zanovello, insieme al fratello Marco, porta avanti l'azienda fondata nel 1977 da Franco Zanovello : 25 ettari a vigneto con altri 15 a uliveto,bosco e pascolo,tutti all'interno del Parco Regionale dei Colli Euganei,suddivisi in numerosi 'cru' dai particolari caratteri pedoclimatici.

Proprio a queste esperienze hanno voluto riallacciarsi i giornalisti di Borghi d'Europa : il fiorire di iniziative di informazione, la nascita del progetto l'Europa delle scienze e della cultura (Patrocinio IAI-Iniziativa adriatico ionica), il crescere di percorsi internazionali per 'informare chi informa', trovano la loro ispirazione più profonda e una corrispondenza strutturale con la filosofia e le storie di Ca' Laustra Zanovello.

Il viaggio del gusto valorizza anche altre aziende del comparto agroalimentare, suggerite con cura da Linda Zanovello.

Fra queste l'Azienda Agricola Scarpon di Arquà Petrarca.




Racconta Alessandro : " L’ Azienda Agricola Scarpon è nata una trentina di anni fa con lo scopo di coltivare cereali e produrre uva. Nel corso degli anni, la passione della Signora Franca per le conserve ha dato l’input per un nuovo modo di vivere l’agricoltura. Oggi la famiglia Callegaro si occupa principalmente della produzione e trasformazione di vari prodotti agricoli. Intendiamo dedicare la nostra esperienza e la nostra passione a chi vuole riscoprire i sapori, i profumi e i colori dell'antica tradizione Padovana."



I prodotti sono interamente fatti a mano, solo con materie prime di altissima qualità, con particolare attenzione alle varietà antiche locali e ai frutti selvatici che stanno scomparendo dal mercato. Una rara realtà che, in deroga al regolamento dell’ente Parco dei Colli Euganei, può raccogliere la flora spontanea come Sparasine e rosolaccio selvatico.



Racconta Alessandro : " L’ Azienda Agricola Scarpon è nata una trentina di anni fa con lo scopo di coltivare cereali e produrre uva. Nel corso degli anni, la passione della Signora Franca per le conserve ha dato l’input per un nuovo modo di vivere l’agricoltura. Oggi la famiglia Callegaro si occupa principalmente della produzione e trasformazione di vari prodotti agricoli. Intendiamo dedicare la nostra esperienza e la nostra passione a chi vuole riscoprire i sapori, i profumi e i colori dell'antica tradizione Padovana."

 

I prodotti sono interamente fatti a mano, solo con materie prime di altissima qualità, con particolare attenzione alle varietà antiche locali e ai frutti selvatici che stanno scomparendo dal mercato. Una rara realtà che, in deroga al regolamento dell’ente Parco dei Colli Euganei, può raccogliere la flora spontanea come Sparasine e rosolaccio selvatico.

 

"Lavoriamo con competenza, amore e senso di responsabilità- continua Alessandro-. Utilizziamo esclusivamente materie prime venete, gestendo l'intera filiera, dalla coltivazione alla cottura, e gestendo inoltre l'intero processo di trasformazione fino al confezionamento, al fine di offrire prodotti unici e che rispettino al massimo la qualità di partenza che la natura offre. Legati al passato, guardiamo al futuro, con continui investimenti in ricerca e sviluppo per cercare sempre nuovi modi di interpretare il gusto e per presentare il prodotto in chiave moderna e innovativa.".

 

La curiosità dei giornalisti di Borghi d'Europa, alimentata dai suggerimenti di Linda Zanovello, portano a scoprire

un mondo di prodotti sorprendente : si va dal brodo di giuggiole ( infuso di frutta - giuggiole, mele cotogne, melograno, uva e scorza di limone) autunnale , all' Estregone (Infuso di un'unica erba officinale, non filtrato – un liquore che si tramanda dal tempo di Carlo Magno passando per la famiglia DeMedici), all’Amaro Euganeo, dai

Sottaceti (Cipolle selvatiche, scalogno, germogli di pungitopo, cetrioli, giardiniera, peperoni lombardi ) alle Confetture (Classiche: ciliegie, mele cotogne, albicocche, pesche, fichi “segaini / figaini”; Da abbinamento: Giuggiole, prugna e lavanda, zucca, vaniglia, brodo di giuggiole, Corbezzolo, Sambuco, Fichi d’India, cipolle selvatiche, uva clinton, uva fragola, uva glera, uva moscato fior d’arancio, peperoncini piccanti, sugoli d’uva, sugoli d’uva clinton, sugoli d’uva fragola, melagrana, cachi e anice stellato, more).








Il viaggio del gusto che Borghi d'Europa realizza nel 2026 prevede l'inserimento dell'Azienda di Arquà Petrarca nel racconto dei Colli Euganei.




domenica 4 gennaio 2026

La piattaforma informativa I Borghi del gusto nel 2026 – Il Partenariato di informazione del Salumificio Spader per il Percorso Internazionale La Via dei Norcini

 


Nel 2026 la rete Borghi d’Europa rilancerà nel progetto L’Europa delle scienze e della cultura ( Patrocinio IAI-Iniziativa adriatico ionica, Forum Intergovernativo per la cooperazione regionale nella regione adriatico ionica ), la piattaforma informativa I
Borghi del Gusto.

I primi 40 Borghi della rete furono scelti nel 2018, in occasione dell’Anno Europeo del Patrimonio culturale. Nel 2019 il progetto fu presentato nella sede del Parlamento europeo di Milano, con la ‘costruzione’ di ben 13 Percorsi internazionali dedicati alle diverse filiere.

Nel 2024,in occasione delle elezioni europee, i Borghi salirono a 80, grazie alla collaborazione informativa con il Parlamento Europeo.

“ In tutte le diverse tappe del progetto – ricorda Renzo Lupatin, giornalista e presidente di
Borghi d’Europa – ci ha accompagnato come partner di informazione il Salumificio Spader di Emanuele Spader, di Mosnigo (Moriago della Battaglia-TV). Negli ultimi cinque anni Spader ha accompagnato il viaggio del gusto del Percorso Internazionale La Via dei Norcini “.



La storia del Percorso coincide con la storia del Salumificio Spader.

Scrive la rivista Degusta :

"Il Salumificio Spader di Moriago della Battaglia (TV) nasce nel 1997 per la passione del suo titolare Emanuele, che scoprendo l’arte norcina, rimane affascinato dalle capacità manuali di un tempo, che coniugate con la tecnologia di oggi, che permette trattamenti semplificati degli alimenti (per conservazione delle carni, pulizia e igiene) offrono alle tavole prodotti di vera eccellenza.  Spader non si è concentrato sulla produzione degli insaccati, come ci si aspetterebbe da un’industria salumiera, ma si è specializzato nella cottura di carni da affettare: dal prosciutto cotto (alla brace e soprattutto alla fiamma) alla pancetta (dolce, affumicata, aromatizzata con varie spezie) dalla porchetta, sempre nel rispetto delle tradizioni venete (pur con qualche contaminazione da altre regioni) fino alle specialità quali la lingua salmistrata (cotta a bauletto).  Target principale di Spader, i rivenditori: gastronomie, rosticcerie, salumerie e ristoratori, tutti conquistati dalla sua ampia gamma di prelibatezze".

Così il 2026 riprenderà Il Cammino delle Identità, il viaggio del gusto che coinvolge 
Emanuelee Spader nel racconto.




Il 2025 è stato un anno per davvero storico per il suo Salumificio, che ha partecipato
alle iniziative che Borghi d’Europa ha realizzato per il 25° della nascita della IAI-Iniziativa
Adriatico Ionica.

“ L’attenzione agli eventi di cooperazione internazionale sarà sempre alla base dell’impegno dell’imprenditore del Quartier del Piave, che può essere citato come
esempio ai tanti protagonisti della vita sociale ed economica delle nostre comunità”.

“L’Europa si costruisce dal basso. In una quotidianità che deve saper evitare i discorsi roboanti e gli interessi di bassa bottega.”

Le Parole del Presidente di Borghi d’Europa,Renzo Lupatin,concludono degnamente
l’incontro. Buon 2026 !

mercoledì 10 dicembre 2025

MILANO VETRINA DEL GUSTO: IL GRAND TASTING DEL GAMBERO ROSSO ALL’HOTEL MARRIOTT

 




A Milano, negli spazi dell’Hotel Marriott, domenica 30 novembre u.s. si è tenuta una grande festa del vino targata Gambero Rosso, dove i protagonisti sono stati i celeberrimi Tre Bicchieri, i Finalisti Tre Bicchieri, i vini del BereBene (i vini dal miglior rapporto qualità-prezzo) e alcune perle tra i Vini Rari, che hanno attirato sia gli operatori del settore che i wine lovers.

Oltre al vino, Gambero Rosso ha pure presentato la Guida Lombardia 2026, dedicata ai grandi artigiani del gusto della regione: da segnalare tra i premiati La Madia di Michele Valotti come ristorante dell’anno sulla guida nazionale e il Ristorante Dina dello Chef Aberto Gipponi come Miglior Proposta di Pasta, poi il Ristorante La Cucina del Relais San Vigilio a Bergamo e la conferma di Gong Oriental Attitude coi 3 Mappamondi a Milano, di Ricci Osteria Milano con le 3 Forchette e del Selvatico a Rivanazzano in Oltrepò come Ambasciatore del Territorio, luoghi del gusto apprezzati e già comunicati da Borghi d’Europa.

Tornando al vino, assieme al grande banco d’assaggio con diversi produttori presenti e pronti a esaltare le proprie etichette nei calici, si è tenuta una speciale masterclass sui Premi Speciali della Guida Vini d’Italia 2026 condotta dai curatori Marco SabellicoGiuseppe Carrus e Gianni Fabrizio.

Questi i vini assaggiati nella Masterclass:

-        Franciacorta Brut  Nature 2021 di Bosio come Bollicine dell’Anno,

-        Falanghina del Sannio Janare Anima Lavica 2024 del La Guardiense-Janare come Cantina Cooperativa dell’anno,

-        Roero Arneis Renesio Incisa Riserva 2020di Monchiero Carbone, il Bianco dell’anno,

-        Cerasuolo d’Abruzzo Baldovino 2024 di Tenuta I Fauri, il Rosato dell’Anno,

-        il Brunello di Montalcino Giodo 2020 di Giodo come Rosso dell’Anno,

-        Il Brunello di Montalcino Poggio Landi Riserva 2019 di Poggio Landi- Poggio Brizio, l’Azienda dell’Anno,

-        Il Verdicchio Lina Passito 2023 di Santa Barbara, premiato come Vino da Meditazione dell’Anno

La Masterclass è stata un viaggio del gusto enologico volto a comprendere le peculiarità di diverse espressioni da tutto il Belpaese, tutte giustamente premiate dal Gambero Rosso, così come per gli eccellenti artigiani del gusto lombardo.

Evviva!

 

 

sabato 22 novembre 2025

Percorso Internazionale Aquositas – Le Vie del Baccalà, Padova in Cucina e la Gastronomia Marcolin di Renzo Lupatin





..... a dire il vero la Gastronomia Marcolin, al SottoSalone, è una delle mie tappe preferite, magari al venerdì, per poter degustare un baccalà d'altri tempi.

Sia chiaro il baccalà lo potete trovare sempre, ma una sorta di abitudine mi accompagna con la bicicletta a toccare i luoghi le storie e le persone della Urbs Picta.



Così non posso dimenticare : "La storia della gastronomia Marcolin è una storia di famiglia che inizia ufficialmente nel 1985 con la nascita del negozio “Sotto il Salone”, nel pieno centro storico di Padova, ma che affonda le sue radici ben più in là nel tempo. Negli anni ‘60 un giovane Francesco Marcolin, all’epoca intraprendente garzone di bottega e amante del buon cibo, riesce a collaborare con diversi negozi di alimentari del territorio fino ad avviare attività imprenditoriali nell’ambito della gastronomia. Nel 1985 fonda la sua bottega nella galleria al piano terra del Palazzo della Ragione, un edificio di epoca medievale che ospita uno dei più antichi centri commerciali della storia e che funziona ininterrottamente da quasi 800 anni. In questo modo Francesco Marcolin può dare libero sfogo alla sua curiosità culinaria ricercando la qualità e l’eccellenza di ogni genere alimentare."


Oggi anche i figli Stefano, Chiara e Andrea portano avanti con orgoglio l’attività di famiglia nello storico negozio nel centro di Padova e nel laboratorio di Selvazzano (PD), dove vengono realizzate tutte le preparazioni per la gastronomia.




Oggi la gastronomia della famiglia Marcolin può dirsi una delle migliori della città di Padova, conosciuta soprattutto per la preparazione del baccalà in molte varietà: mantecato, condito, alla vicentina, secondo le ricette della tradizione veneta rivisitate dallo stesso Francesco.



Se nel 1985 Francesco apre la sua bottega nel SottoSalone, nel 1989 con il Patrocinio della rivista

L'Etichetta di Luigi Veronelli, nasce Padova in cucina e prende il via un percorso del gusto internazionale che colloca Padova nel progetto L'Europa della cultura e della scienze (Patrocinio

IAI-Iniziativa Adriatico Ionica,Forum Intergovernativo per la cooperazione regionale nella regione adriatico ionica) .



Con i Colleghi giornalisti di Borghi d'Europa abbiamo deciso di inserire la Gastronomia Marcolin tra le soste del gusto del Percorso Internazionale Aquositas.


Specialità Baccalà:

un viaggio nel gusto tra passato e futuro



Da oltre trent’anni la gastronomia Marcolin è punto di riferimento per i piatti pronti della tradizione, salumi e formaggi, ma soprattutto per gli amanti del baccalà in Veneto, poiché specializzata nella preparazione di questo pesce in diverse varietà.

Da qui l’idea di proporre una linea di prodotti da banco e confezionati interamente dedicata al baccalà, realizzata per esaltare alcune delle specialità quotidianamente offerte nella gastronomia Sotto il Salone di Padova.

Il Baccalà Linea Classica ( Baccalà Mantecato,Baccalà alla Vicentina,Baccalà Condito) e

la Linea Gourmet ( Baccalà Mantecato Classico, Baccalà Mantecato al Peperoncino,

Baccalà Mantecato alle Olive Verdi, Baccalà Mantecato al Tartufo).




Stoccafisso e Baccalà


Il merluzzo è un pesce squisito che può essere apprezzato in diverse ricette e da secoli è uno dei piatti tradizionali della cucina veneta: la sua carne è bianca e pregiata, ad alto valore nutrizionale, e si presta a essere cucinata in molti modi differenti. La famiglia Marcolin ne ha fatto uno dei punti di forza della sua cucina.

Quando si parla di baccalà e stoccafisso, spesso si fa confusione tra i due termini: in realtà si tratta del medesimo pesce, il merluzzo, preparato però in due differenti modalità. Il termine stoccafisso risale alla metà del ‘400, quando il ricco mercante veneziano Pietro Querini, cercando fortuna nei commerci al di fuori del Mediterraneo in direzione delle Fiandre, naufragò in un isolotto dell’arcipelago delle isole Lofoten in Norvegia.

Qui rimase affascinato dal modo in cui la popolazione del posto conservava il merluzzo.

Lo stoccafisso, infatti è il merluzzo non salato, che viene essiccato al sole e al vento su speciali rastrelliere di legno senza aggiunta di sale, lasciato intero ad asciugare al sole. Il baccalà è invece il merluzzo che è stato curato e conservato sotto sale.